Dicono di me

Conosco Bruno Ronco da oltre un decennio e posso subito constatare e testimoniare la sua fedeltà ad un credo pittorico che è la sintesi di una profonda cultura non solo, ma anche di un’altrettanto profonda convinzione oltre che di un vero atteggiamento morale.
E infatti tutto ciò si vede proprio dai suoi lavori, i quali sono limpidi, sicuri, apparentemente semplici in qualche caso, ma ricchi sempre di una spiritualità che oserei definire morandiana e di una pulizia interna ed esterna raramente riscontrabile nella oceanica produzione pittorica della nostra epoca.
Non dimentichiamo la laurea in architettura di Ronco il quale, quando dipinge vuole dimenticarla per un momento, ma che invece salta fuori dando alle sue opere quel senso di esatto e in sostanza di metafisico che ci fa ricordare i tempi felici quando la pittura era riservata ai soli maestri…

Ugo Carreca, 1983


Gli acquarelli di Ronco si propongono al pubblico con un linguaggio semplice ed immediato, dietro il quale tuttavvia, si nota una raffinata tecnica sia nel disegno sia nello scavare il colore, con tinte morbide e chiare che, a seconda dell’immagine delle nature morte, dei paesaggi e delle marine, diventano più profonde ed incisive con particolari giochi di luce.
(…) Si legge con facilità, si assapora una freschezza che certamente fa piacere.

Paolo Cavallo, 1983


Conosco Bruno Ronco da vecchia data, di conseguenza anche la sua passione per la pittura.
Attualmente si presenta alla galleria Busi con una serie di acquarelli di ottima fattura e di smaliziata sapienza, esprimendo una realtà trasfigurata da una visione intima e personale…

Gaetano de Robertis, 1985


…ciò che subito appare allo sguardo e cioè una miracolosa perfezione formale si fonde nell’incanto di una ricerca silenziosa e intensa di valori che vorrei definire sentimentali.
Nature morte e paesaggi di terra e di mare sono trasformati in un quasi surrealismo magico : il vero si anima in un clima di arte sicura e molte volte vibrante e vivida di luce propria…

Ugo Carreca, 1997


Lombardo di nascita e di formazione culturale, Bruno Ronco vive e lavora da molti anni a Chiavari, nella Riviera di Levante, architetto di studi e di professione, Ronco da anni si dedica alla pittura all’acquarello offrendosi al giudizio della critica e del pubblico in rare esposizioni che cadenzano il suo percorso artistico quasi di lustro in lustro.
Si tratta di piccole carte tracciate con il lapis da segni rapidi, sintetici e da pennellate altrettanto veloci, incisive, istintive, non insistite, fresche. Le opere di Ronco nascono da un’attenta osservazione della realtà. La natura – sia essa il paesaggio della Riviera o delle montagne o quella silenziosa delle composizioni di oggetti nello studio – è contemplata, studiata a fondo, meditata a lungo, si potrebbe dire introitata al punto che poi, in qualche minuto – nei casi più felici possono essere anche pochi magici attimi – viene fissata sulla carta raggiungendo un felicissimo equilibrio tra raffigurazione, espressività ed emotività.
L’acquarello è una tecnica ingrata perché poco spettacolare, fatta com’è di piccole dimensioni e difficile, in quanto basata su assoluta certezza, sull’assenza di ripensamenti. Con l’olio si può ricoprire e correggere, con l’acquarello tutto è trasparente e l’errore non è modificabile.

Franco Ragazzi, 1999


Bruno Ronco acquarellista dal linguaggio semplice ed immediato che osserva attentamente la realtà e ce la ripropone filtrata dalla sua sensibilità in opere limpide, dai colori ricchi di luce, da sempre guarda e riconosce in Raimondi il “maestro”.
Anche per Ronco i temi più consueti sono il mare, una barca, oggetti d’uso quotidiano, un paesaggio, riflessi d’acqua.
I due artisti hanno molto in comune, entrambi sono architetti, legati dalla stessa volontà creativa e dall’utilizzo della tecnica dell’acquarello.
Artisti attenti ai problemi compositivi con sapienti e sensibili interventi di colore creano un mondo sereno, che comunica la pace che sa sentire chi ama la natura.

Presentazione della mostra con A.Raimondi 1999, Cristina Busi


Con questi acquarelli di Bruno Ronco ci troviamo di fronte ad una evasione lirica raggiunta con tonalità chiare, limpide, molto sensibili alle variazioni della natura, ai mutamenti di luce, allo scorrere del tempo. L’emozione pittorica è totale e lasca trasparire a fatica il rigore geometrico delle linee architettoniche, della struttura compositiva, del disegno preliminare.
La poesia e l’ottimo mestiere che vi sono insiti, fanno di questi acqarelli opere destinate a conciliare le nostre ansie con la pace silenziosa delle superfici marine dai mutevoli riflessi, dagli azzurri increspati dalle onde e dalle brezza. La gamma cromatica si svolge per tonalità tenui, delicate, che solo in qualche caso vengono interrotte da rare accentuazioni di colore. Negli acquarelli di Ronco l’emozione rinasce di continuo come in quelle opere in cui l’artista giunge a risultati ancora più sorprendenti nel restituire le sensazioni che possono darci la visione di case, tetti, campanili, cupole, lontane colline colte nella luce fredda dell’atmosfera di un primo mattino.
Dalla osservazione di una realtà in cui, forse non a caso, è assente la figura umana, nasce una pittura che si ricompone nello spettacolo, allo stesso tempo grandioso e rassicurante, intimo ed emozionante, del susseguirsi dei giorni.


Franco Ragazzi, 1999