Di tutti gli anni che sono andata al vinitaly, questo è sicuramente quello in cui ci sono rimasta di più, ed ho bevuto di meno.
Forse perché tutte le altre volte andavo in autobus, senza impegni, senza pensieri, senza persone da rincorrere e senza aspettative.
Facevo un giro, mi godevo la bellezza dei padiglioni, assaporavo vini sconosciuti, stilavo la mia personale classifica sul design degli stand ed, infine, verso sera, cioondolavo con la mia allegra brigata fino in centro. da lì, il gruppo si disperdeva, ognuno raggiungeva la propria dimora, raccoglieva le ultime forze per fare le scale e farsi una doccia.
Quest'anno no. quest'anno ero al vinitaly per "lavoro".
Una sensazione terribile: sorridenti produttori mi mostravano bottiglie sbrilluccicanti con etichette dorate, ne sentivo l'aroma e declinavo.
Dovevo rimanere sobria e lucida. dovevo spiegar loro che l'indagine che sto facendo è una follia che un po' di aziende stanno supportando.
dovevo spiegar loro che non c'è alcun trucco ed alcun inganno.
dovevo spiegar loro che è importante avere il maggior numero di cantine per ottenere una visione rappresentativa della realtà.
dovevo spiegare ai consorzi, alle associazioni etc che aderire al panel dell'Osservatorio Wine sarebbe stato gratificante e poco dispendioso da un punto di vista energetico.
E così, in cinque giorni di vinitaly ho bevuto quattro bicchieri di vino.
in compenso, avrò speso cinquanta euro in bottigliette d'acqua. |